| Commissione 2010 |
|
|
|
|
Anche per questa edizione del Concorso, la Commissione che si farà carico di esaminare gli elaborati pervenuti, è formata da operatori del mondo della Scuola che con grande senso di partecipazione e generosità, mettono a disposizione il proprio tempo. Il Prof. Luigi Gulia, ex dirigente Scolastico e Presidente del Centro Studi Vincenzo Patriarca di Sora, l’Insegnante Alberta De Angelis di Ceccano, Il Prof. Paolo Carnevale di Anagni e la Prof.ssa Eleonora Grossi di Alatri avranno l’ingrato compito di scegliere i migliori lavori pervenuti. Ed anche loro hanno provato a “raccontare” questa esperienza con le brevi note che seguono:
"Alessandro Baricco, in uno dei suoi libri più famosi, Novecento, fa dire al suo protagonista: Non sei fregato veramente finché hai una buona storia e qualcuno a cui raccontarla?. Raccontare serve anzitutto a questo: a cercare una via d’uscita da una realtà che può anche farci male. Fosca ce lo ha insegnato: leggere, scrivere, sono anzitutto mezzi per viaggiare. Si può anche dire: per sognare. Mi auguro che i ragazzi che partecipano al concorso, possano capire questo; scrivere è un dono prezioso. Che va accettato, rispettato e coltivato. Paolo Carnevale
Il filo rosso che lega le persone, la storia, le vite, è il raccontare: si conservano le memorie, si conoscono le identità, le culture, i vissuti individuali… Come Teseo, così i nostri ragazzi “lasciano tracce” per non perdersi nel labirinto della vita: tutti abbiamo un Minotauro da affrontare! Le loro parole sono segnali precisi, avvertimenti … basta saper leggere nei percorsi che essi segnano. Incamminiamoci con loro come compagni di viaggio: guidiamolo nella “selva oscura” della vita, come Virgilio con il Divino Poeta; leggendo le loro storie incontreremo realtà impensate, situazioni di sfide, dubbi, paure, coraggio, vittorie.. e qualche sconfitta! Il bello del vivere è questo: parlarsi, conoscersi, crescere. Alberta De Angelis
Invitare bambini, ragazzi e giovanissimi a scrivere, raccontando, significa offrire uno spazio di libera espressione. E’ anche un gesto di fiducia e di attenzione verso i sentimenti, le emozioni, le osservazioni delle persone più indifese, ma anche più sincere e autentiche. Per gli adulti, soprattutto per coloro che hanno responsabilità educative, sociali, amministrative, politiche, scoprire e far tesoro di quanto scrivono queste donne e questi uomini in crescita potrebbe, auspicabilmente, comportare cambiamenti radicali nelle scelte e nei metodi operativi. Ha un grande valore umano avere sempre presente che l’iniziativa è stata ispirata dalla memoria di Fosca, una bambina che, oltre agli affetti intramontabili, lascia in eredità la testimonianza che la parola scritta manifesta la ricchezza e la singolarità del proprio mondo interiore. Luigi Gulia
Nella mia esperienza di insegnamento ho potuto constatare quanto i ragazzi siano affascinati dalla parola scritta. Vogliono indagarne i significati profondi, si stupiscono di fronte alla sua potenzialità metaforica. Essi amano leggere ed ascoltare. Ma soprattutto, contrariamente a quanto si pensa, essi amano scrivere, purché non vivano questa esperienza come un' arida imposizione, sganciata dalla loro concreta esigenza di esprimersi, raccontare e raccontarsi. Nella scuola la scrittura creativa è ormai una realtà diffusa ed apprezzata. Un concorso come “Raccontando” ha il pregio, non secondario, di inserirsi naturalmente nella normale attività didattica, incontrando così il favore degli insegnanti, che troppo spesso, invece, si vedono subissati da proposte e progetti esterni, scollati dal lavoro quotidiano. Grazie a “Raccontando” tanti studenti vedono valorizzato il proprio desiderio di narrare e al tempo stesso la voce di Fosca, che tanto amava scrivere, continua a risuonare, moltiplicata nelle loro parole. Eleonora Grossi Come sempre RACCONTANDO, grazie al fattivo aiuto di Aziende locali e Amministratori sensibili, premierà tutte le scuole che parteciperanno inviando libri per le Biblioteche scolastiche, a perdere, quindi, saranno solo coloro che non hanno liberato la fantasia e dato voce alle proprie parole. |






